venerdì 14 aprile 2017

Archeologia spicciola: Sinclair ZX81

Prima del Rock'n'Roll e di Bufalo Bill, prima del grande Khan c'era lo ZX81, un milione di anni fa all'età della pietra.
O giù di lì.

Lo ZX81 fu il secondo computer della Sinclair, predecessore immediato dello pseudoglorioso ZX Spectrum. Una mattonella nera di circa 15 cm di lato farcita con uno Z80 (la stessa CPU che ritroveremo nello Speccy) e lo stratosferico ammontare di 1 KB di RAM, incapace di generare colori e sonoro e sostanzialmente privo di grafica propriamente detta (può generare solo una serie predefinita di caratteri testuali).

La memoria era fortunatamente espandibile, ma la macchina nuda e cruda veniva con questo singolo kappa e ce lo si doveva far bastare se non si avevano soldi per l'upgrade. La maggior parte del software rintracciabile di KB ne chiedeva almeno 16, quindi la macchina base era sostanzialmente tagliata fuori da quasi tutto (la Sinclair riproporrà questo "scherzetto" in modo ancora più stronzo con gli Speccy 16K e 48K). Ma ci fu comunque chi si mise di buzzo buono a fare qualcosa di valido per lo ZX81 liscio. Spicca, su tutti, l'incredibile 1K ZX Chess (1982) di David Horne, un simulatore di scacchi che non avrà il nome più originale della storia, né l'abilità di Deep Blue, e neppure una fedeltà totale alle regole più avanzate (non si può arroccare o promuovere, per esempio) ma che fa il suo sporco dovere là dove nessuno l'avrebbe ritenuto possibile.



1K ZX Chess è probabilmente il più encomiabile esempio di programmazione su ZX81, anche perché ottenuto su una macchina non espansa. Ma ci sono altri due giochini interessanti da vedere sulla mattonella espansa a 16K. Il primo è il seminale e noiosissimo Flight Simulation della Psion, pure lui del 1982, emerso anche per Spectrum (ma ovviamente su ZX81 è più badass, anche perché la versione Speccy è solo per 48K... col triplo di RAM son buoni tutti).



Last but not least, il 3D: 3D monster maze (1982 again) di Malcolm Evans, uno dei primi First Person Runner - no, non Shooter, proprio Runner: non si spara, si corre soltanto: ci si aggira in un labirinto a bassissima risoluzione (tutto in charset, ovviamente, come ho già detto modi grafici veri e propri non ce ne sono) in cerca dell'uscita cercando di non farci mangiare da un T-Rex. Rabbrividiamo! Sul serio!


sabato 31 dicembre 2016

Satyrigame (C64)

Se la memoria non mi fa difetto (e di solito lo fa, ma diamo la cosa per buona), Satyrigame è il primo gioco in assoluto che abbia mai caricato sul mio primo Commodore 64, nel lontano ma non lontanissimo anno 2000. Ereditai, dal tizio che mi vendette il biscottone, una serie di cassette di varia natura e colore, con ovviamente in mezzo una nutrita schiera di ciarpame da edicola; e fu in mezzo a quest'ultima tipologia di supporti che mi imbattei in Satyrigame.
Né il computer né il supporto esistono più. Non sono più riuscito, nemmeno dopo qualche ricerca, a capire quale fosse la compilation da edicola col gioco. Nella lista di programmi contenuta nel supporto il secondo gioco aveva per succulento nome "Sfratto selvaggio"; e per via della grafica della copertina intuii erroneamente che la compilation si aprisse proprio con quest'ultimo. Caricai pertanto -e giocai- Satyrigame pensando che fosse Sfratto selvaggio, e solo in un secondo momento mi resi conto dello sbaglio (Sfratto selvaggio, di cui non trovo traccia in rete, si rivelò comunque una puttanata invereconda, forse scritta in BASIC. Cose che capitano).

Sproloqui storico-affettivi a parte, Satyrigame è un gioco di ignota paternità (si sa solo che è fuoriuscito dal Gruppo Editoriale Jackson) prodotto col SEUCK; anche l'anno di uscita è incerto, ma presumibilmente collocabile tra l'85 e l'87. All'atto pratico non è che un clone di Commando (visuale top-down e scrolling verso l'alto), con la peculiarità specifica di avere sprite presi di peso dalla tarda Prima Repubblica. Da qui il nome, che comunque è ingannevole, perché di satira manca ogni traccia (prendere Super Joe e la giungla per sostituirli con qualche caricatura politica e una stilizzatissima Roma notturna non basta per dare al giochino una profondità che non c'è e non potrebbe comunque esserci). Il gioco si risolve come tutti quelli del genere: il nostro alter-ego, Eugenio Scalfari (brr...), deve farsi strada verso la sede di Repubblica falciando a colpi di revolver tutti i segretari di partito che a quanto pare lo vogliono morto (alla faccia dei regimi alla Putin). Tra vari sparacchianti Andreotti, Craxi e De Michelis (e numerosi altri figuri di quel periodo), sarà necessario evitare anche sprite svolazzanti recanti i marchi di DC, MSI, PRI e compagnia brutta. Con un po' di manualità basteranno 5 minuti per arrivare alla sede del quotidiano.
Sinceramente: non c'è veramente nient'altro di cui parlare. La meccanica è elementare, il sonoro limitato a qualche SFX di ordinaria amministrazione e la longevità nulla - non c'è nemmeno un finale, perché una volta raggiunta Repubblica ci si può solo girare i pollici nel piazzale e per uscirne tocca resettare il biscottone -; la grafica, d'altro canto, benché pure lei basica (con uno scenario che sarebbe sembrato scarno pure su Atari 2600), è pulita, fluida e presenta caricature davvero ben disegnate: probabilmente il programmatore ci ha speso il 95% del tempo di sviluppo. Fate i vostri conti.

E poi basta. Sayonara.


sabato 22 ottobre 2016

[L'amore al tempo degli ottomani] Kosmos (2010)

Excursus d'autunno. Tra le tante peculiarità della poco decifrabile opera turca Kosmos (regia di Reha Erdem, protagonisti Sermet Yeşil e Türkü Turan), si cela una delle più belle e disfunzionali scene di sesso nella storia del Cinema.


sabato 1 ottobre 2016

Cyplix (Atari 2600, 2004)

Cyplix.
Mh.
Ok.
Allora, bisogna partire da lontanissimo e fare un giro semi-infinito. La storia parte da tale Skin Diver, giochino infimo come se ne sono visti a camionate sul 2600, uscito nel 1983. Autrice del gioco è la Sancho, sofware house di origini oscure (forse europea, forse taiwanese), che rilasciò una manciata di titoli in quel periodo prima sparire nel nulla: una storia già sentita. Comunque, Skin Diver fa la sua triste vita senza costrutto, venendo anche ripubblicato da altra gente (Froggo, Panda, Zellers) e con altri titoli (Sea Hunt, Scuba Diver)1. Tutto questo succede tra Europa e USA, ma poiché il mondo dei videogiochi in quella decade è quello che è accade che qualche tizio a Taiwan cracchi la cartuccia e si metta a produrre la propria versione, identica tranne che per qualche variazione cosmetica. Il gioco si chiama ora Bi! Bi!, fa schifo uguale (anzi, di più) ma può "prosperare" Down Under. Ebbene sì, Bi! Bi! viene pubblicato -tramite l'etichetta Rainbow Vision- in Australia2, nazione comunque non aliena ai bootleg (si pensi alla HES e ai suoi casini con la Nintendo). La dinastia di Skin Diver però non si ferma qui: riemerge inaspettatamente oltre 15 anni dopo nuovamente sulla sponda ovest del Pacifico. Non negli USA, dove vide molte delle sue varie nascite, bensì nel Canada, dove la Gray Games di Charles F. "Atari Charlie" Gray ricracca tutto e crea Cyplix.
Anf.
Bon, allora: Skin Diver. Nella sua struttura è un gioco semplicissimo, composto da sole due schermate: nel primo il nostro avatar (un sub) sta su una barca nella parte superiore dello schermo; sotto di lui un lago in cui nuotano tre o quattro pesci (squali e razze blocchettosissimi). La seconda schermata è l'interno di un relitto, e vi si accede entrando in un grosso "coso" al centro del fondale (che è la nave stessa, ma è arduo capirlo: io pensavo fosse un'alga gigante). Il nostro sub deve buttarsi in acqua, uccidere tutti i pesci con un arpione, scendere nel relitto, recuperare tre artefatti sul fondo, tornare alla barca; ha 60 secondi di ossigeno una volta che si è tuffato, e ogni volta che torna alla barca ottiene vari punti in base ai pesci uccisi e agli artefatti recuperati. Se finisce l'aria o se viene viene toccato da un pesce, il sub perde una vita (ne ha tre a disposizione).
Ora, benché di disarmante semplicità (ma è un titolo per 2600, che si vuol pretendere), giocarci è frustrantissimo. Ogni volta che si tuffa il sub resta per un paio di secondi non controllabile (perché? Boh) e alla mercé dei pescioni; l'arpione si può sparare solo lateralmente e non verso l'alto o il basso; l'arpione, se manca il pesce, procede fino in fondo allo schermo prima di tornare nelle nostre mani e questo è un enorme problema perché IL SUB NON SI MUOVE FINCHÉ L'ARPIONE NON RIENTRA (MA PERCHÉ? MA SOPRATTUTTO, PERCHÉ?); mancare il bersaglio significa quindi morte certa, e sbagliare non è difficile visto che i controlli sono pessimi e la gestione delle collisioni pure. A condire il tutto, sonoro inesistente e glitch grafici a per gradire.
Bi! Bi!, il piratonzolo taiwanese citato sopra, riprende tutto questo e lo peggiora. Primo, usando colori più tristi e grafica ancora più casuale. E secondo, soprattutto, introducendo la simpatica feature di incastrare il sub nel relitto non appena vi entra, impedendo al gioco di proseguire. Scacco matto. Che invidia per gli australiani che se lo sono accaparrato, eh?

E Cyplix? Eccoci finalmente arrivati. Cyplix è un homebrew proveniente da Vancouver: a programmarlo troviamo come detto tale Charles Gray, che nel 2004 adatta Bi! Bi! al nuovo millennio. Rimosso lo stronzissimo bug dell'uomo-rana incastrato, il gioco resta praticamente lo stesso, quindi l'intervento di Atari Charlie non è realmente salvifico; quello che redime questo nuovo hack però è la geniale (?) veste grafica che trasforma l'anonimo sommozzatore in Pac-Man! E i pesci diventano ovviamente fantasmi! Chiaramente la cosa è stata fatta con un particolare criterio, così gli sprite utilizzati sono esattamente quelli dell'infame Pac-Man atariano di Tod Frye. Gray completa l'opera cambiando i tesori nel relitto con un altro beneamato "eroe" del 2600, ovvero E.T. Ecco  così che abbiamo un titolo oscuro, bruttissimo e ingiocabile che ora cita due schifezze di gran pregio: più che un videogame il tutto diventa una sorta di chicca per intenditori del brutto e cultori atariani, una videoinstallazione che va vista più dal punto di vista meta-referenziale che da quello ludico. Il background del gioco, compreso nel manuale e facilmente reperibile online, esplica bene le intenzioni assolutamente goliardiche:

The year is 2384 and mankind has been exterminated. What started off as a fad in the 1980's known as Pac-Man Fever has evolved and become a cult. The Ghost Overlord known only as Cyplix recognized by his one eye is the center of this new civilization. His monuments are situated on all continents glorifying the greatness that is Cyplix and his Ghost Religion.
[...]
An Atari Shadow super computer with the pet name Blinky becomes self-aware on July 17th, 2037 and takes on the persona of the ghost Shadow(nickname Blinky) found in the original Pac-Man game and plans to take over the world. Blinky is patient and buys his time absorbing as much information as it can from the Ultranet(evolved and much faster version of the Internet introduced by the American Government in 2012). Blinky or as some know him formally as Shadow, is true to his name, patient and equally vengeful against those who he believes are against him and his goals.
[...]
It is now 2384. Little does Cyplix know, that a group of humans dwell in the now coastal city of Edmonton. This group of human's led by the one known as Travis Butchart, use human to ghost genetic transformation techniques to transform a volunteer human into the only force that can possibly combat the Ghosts. His name is Pac-Man. You are Pac-Man and your battle starts with the elimination of the Sea-Ghosts. In the sea you will battle new Ghost enemies such as Danny(yellow ghost), Quinty(pink ghost), Babo(the large and fat orange ghost) and Cipa (the large and fat pink ghost). There are also the three Sea Cy-Ghosts known only as Cpuwiz, Kepone, and Ezzy who religiously guard the Cyplix's captives: E.T., E.T. Junior, and Ms. Pac-Man. They are in suspended animation and you must free them, as they are mankind's only hope in defeating Cyplix and his Ghost Religion.

Mica pizza e fichi.




In alto Skin Diver/Scuba Diver/Sea Hunt (titolo e sviluppatore cambiano,
ma il gioco è sempre lo stesso); in mezzo Bi! Bi!; in fondo Cyplix.
Di tutti e tre mostro solo il primo schema, non avevo la pazienza
di arrivare di nuovo al secondo per fare gli screenshot, scusate.



Nel 2006 Gray ha rilasciato Cyplix II (!). La base di partenza per questo seguito è Fathom della Imagic, un gioco e una software house con pedigree decisamente più consistenti degli ascendenti del primo Cyplix. Non ho comunque avuto occasione di provarlo.
E poi basta, direi. Un saluto.

[1] per dovere di precisione: il sito AtariAge sembra suggerire che il titolo sia nato originariamente dalla Panda, e riporta nel contempo che tale Panda sia entrata nel mercato nel 1984, ma è un doppio errore. In realtà Scuba Diver non solo riporta "1983" sulla cartuccia, ma presenta anche il testo "Sancho 1983" a schermo quando il gioco è in attractive mode. Ergo la Panda nel 1984 c'era già e Skin Diver precede Scuba Diver, non il contrario. Non si tratta peraltro dell'unico furto di Panda nei confronti di Sancho.

[2] e anche in Germania, dove col nome Ungeheuer Der Tiefe ("Mostro degli abissi", se non erro) venne pubblicato da Quelle, grosso distributore tedesco che potreste ricordare per "E.T. go come"/"UFI und sein gefährlicher Einsatz", labyrinth-game a suo tempo deriso dall'Angry Video Game Nerd.

giovedì 22 settembre 2016

The Sentinel (Acorn BBC et al., 1986)

Mi rendo conto che parlare di The Sentinel (The Sentry se siete statunitensi) abbia poco senso in un blog dedicato a cose fondamentalmente sconosciute. Ma (a) la coerenza non è mai stata il mio forte e (b) certi standard possono cambiare nel tempo: il capolavoro di Crammond compie trent'anni in questo abietto 2016, e nel frattempo non ha perso un'oncia di fascino, ma forse ora è sia un ricordo un po' troppo appannato tra chi l'ha giocato negli '80 sia un clamoroso carneade tra chi invece è troppo giovane per aver avuto il piacere di incrociarlo a tempo debito. Così ho deciso di recuperare questo vecchio articolo e farne dono a voi passanti. Buona visione.